IL TATUAGGIO E LA CURA ESTIVA, LUGLIO-AGOSTO

Molte sono le indicazioni riguardo la cura che vengono rilasciate da parte di molti professionisti del settore ai nuovi tatuati in estate.
Ma vediamo da vicino cosa bisogna fare e cerchiamo di dare la risposta più corretta a chi mi chiede indicazioni a riguardo.

Per rispondere a questo quesito dobbiamo per un attimo ribadire cosa è un tattoo e come si comporta la nostra pelle durante l’estate.
Come tutti sappiamo il tatuaggio altro non è che l’inserimento di pigmento nel derma per mezzo di aghi che forando la pelle rilasciano particelle di colore intra cellulare.
Ciò che subisce la pelle è molto simile ad una escoriazione, cioè una ferita superficiale, piuttosto che una vera e propria ferita tipo taglio o graffio.
In pratica risulterebbe molto più simile ad una intensa lacerazione da scottatura.
Bisogna poi fare una distinzione tra i diversi tipi di tatuaggi.
Non tutti i tatuaggi sono uguali, le differenze stanno appunto nel tipo di soggetto scelto e quindi nel modo di esecuzione da parte del professionista.
Ad esempio un semplice nome tatuato di piccole dimensioni oltre ad essere eseguito con un semplice ago da linea non occuperà mai una vasta area di pelle e perciò la sua cura risulterà molto meno complessa e a minor rischio di tatuaggi che invece ricoprono vaste zone come interi avambracci o simili.
In effetti i tempi di guarigione tra i due tipi di tattoo sono nettamente diversi.
Nel secondo caso infatti oltre agli aghi da linea vengono utilizzati i cosiddetti aghi magnum simili a pennelli a punta piatta che possono raggiungere grandi dimensioni ed un numero di aghi effettivamente considerevoli che servono esclusivamente ad introdurre più pigmento per vaste zone tipo sfumature e riempimenti con conseguente irritazioni e lacerazioni della pelle più vaste e quindi più difficili da curare, proteggere e far guarire.
Risulta perciò evidente che grandi tatuaggi necessitino di cure più lunghe rispetto a piccoli tattoo.
Ad ogni modo le procedure di cura restano sempre le stesse, ed i rischi si corrono in entrambi i casi anche se con bassissime probabilità se si seguono correttamente le indicazioni del professionista.
Allora ora vediamo esattamente come comportarsi nel caso in cui ci tatuiamo in luglio o agosto, o in caso andassimo in piscina anche nei mesi invernali.
Innanzi tutto sfatiamo un mito!, “il sole non può togliere o far perdere il pigmento intra cellulare”!
L’azione del sole risulterà lesiva solo se con l’esposizione al sole che non deve avvenire prima della prima settimana commettiamo degli errori banali come:
1 Coprire il nuovo tatuaggio con tessuti improvvisati o pellicola trasparente
2 Inondare di crema protettiva 50 solo il tatuaggio
3 Non proteggere il tatuaggio con le creme necessarie ed adatte

La pelle al sole come tutti sappiamo oltre a surriscaldarsi perde costantemente quantità di liquidi necessari alla corretta idratazione della stessa, ed in caso di tatuaggio essendoci forti irritazioni la pelle necessita a maggior ragione di una più ricca e costante idratazione.
Coprendo il tatuaggio la pelle perderà più liquidi per osmosi ed essudazione impoverendo ulteriormente di liquidi una zona già scarsa.
La tumefazione o il gonfiore infatti altro non è che una normale risposta di intervento della pelle nell’apportare in quella zona infiammata più liquidi proprio come farebbero dei pompieri per un incendio.
Inoltre la copertura con pellicole ed altro tiene si forse più al riparo da agenti esterni ma allo stesso tempo decelera molto il processo di guarigione per la mancanza di corretta ossigenazione ed asciugatura, lasciando così la zona a rischio di infiltrazioni batteriche.
Un altro mito da sfatare è la crema che tutti più o meno usano o fanno usare, la Bepantenol o creme simili.
Dobbiamo sottolineare che questo tipo di crema è stata pensata per arrossamenti della pelle dei neonati, perciò non adatta alla pelle realmente lesa.
Molto meglio a questo punto utilizzare creme specifiche per pelli lese create appositamente per curare, proteggere ed idratare.
Anche la vecchia buona vaselina non è assolutamente disprezzabile, infatti anche se non è un prodotto curativo, ha però una efficacia notevole come barriera di protezione contro agenti esterni come polveri e liquidi, molto consigliabile in caso di bagno in mare o piscina avendo un potere idrorepellente totale.
E ritornando all’uso della crema protettiva solare, non bisogna farne uso solo sulla zona tatuata ma bensì per tutto il corpo, (“il tattoo non teme gli UV bensì la zona si irriterebbe solo di più con conseguente bruciore ed essudazione”).
In sintesi, la cura durante i giorni di mare, deve prevedere:

1 Riparo dai raggi solari nei primi 6 giorni
2 L’uso di creme riparatrici non cosmetiche o farmacologiche ma creme apposite create per i tattoo
3 Lavaggio con acqua dolce e fresca con aggiunta di sapone antibatterico
4 Stesura quotidiana mattino pomeriggio e sera di crema senza creare spessori abbondanti ma leggeri evitando coperture con tessuti o altro.

Pio Sapone